mag 29 2011

PREMIO MARIO GENTILE

 INDIFFERENZA

La bestia divora l’uomo
un morso alla volta

 calma e fredda precisione.

Comincia col pensiero
è un boccone,
poi il corpo….con le forze
l’ingoia.

Infine si prende la speranza
rimangono polvere e lacrime
di ciò che siamo stati.

La bestia è l’indifferenza
tendiamo la mano
non voltiamo la testa.

Facciamo la differenza.

Veronica Volpi, Porto Mantovano (Mantova)


mag 29 2011

Premio Versi Di-Versi

QUALI DIRITTI PER QUALI UMANI? 

” Un bambino muore di fame nel mondo
ogni cinque secondi:
è il diritto alla vita ?
Un miliardo di persone nel mondo non sa leggere:
è il diritto all’istruzione ?
Milioni di schiavi tendono invano la mano
legata alle catene del padrone:
è il diritto alla libertà ?
Donne vittime di padri e mariti:
è il diritto al matrimonio libero  ?
Bambini affamati lavorano con le mani sporche di sangue:
è il diritto allo svago ?

Volevo insegnare la storia
dall’alto della mia cattedra,
un bambino africano
col volto nascosto sotto il banco
mi ha insegnato la vita.

Santina Russo, Barrafranca (Enna)


mag 29 2011

Premio Versi Di-Versi

HO VISTO 

Ho visto la povertà polverosa
In tante periferie di ricche città
Ho visto persone dignitose
In luoghi indecenti
Ho visto donne vendute
Da uomini brutali
Ho visto la vita buttata
In angoli sporchi.
Ho visto giovani lottare
Per ideali non loro
Con la gioia della giustizia
Che scorreva nelle loro vene
Ho visto governanti
Senza scrupoli e senza realtà
Ho visto  gente correre
Contro carri armati
Fino a fermarli
Ho visto che è possibile
Ho visto che è giusto
Ho imparato a vedere…

Marzia Cosonesi, Siena


mag 29 2011

Premio Amnesty

SOLDATO BAMBINO

Ti hanno buttato tra le braccia
          [esili braccia da bambino]
un fucile per sparare
[ma non sei un assassino!]
Ti hanno detto di combattere
                /soldato bambino/
contro un nemico che tu non sai di avere
               è la legge: devi colpire!
               c’è la guerra /  devi ammazzare!
Ti hanno dato un fucile
               [più alto di te]
ti hanno dato un fucile
               [ non  è un gioco]
                devi centrare per non farti ammazzare
               come carne al macello.
Stordito il cervello /rintrona il comando
                 è un ordine, è un ordine
                 esegui / esplodi!
Schizzi / corpi / mani imbrattate…
            Rimbalza il fucile
            le esili braccia si afflosciano inerti.
Pesante fardello per te
burattino addestrato a dovere:
            tra le mine, tra le macerie
            devi solo sparare…se ti vuoi salvare….
 
Maria Rosaria Teni, Novoli (Lecce)


mag 29 2011

Premio Amnesty

  GUANTANAMO

Ci sono volti riflessi in uno specchio d’inverno
gli arti accartocciati nel buio
qui a Guantanamo
c’è un respirare fragile
il lamento del vento
le ombre ripudiate della sera
si cavalca un dolore col pianto
sognando una fuga
attorno al giorno che la luna ha ormai celato nel suo ventre

 si riposa di un sonno immortale
quando sale  l’odore di terra bruciata, di carne bianca, di sangue
con la gola corrosa dalla sete
le ferite del corpo che non danno tregua.

 Oggi non si sente il canto fatato d’Orfeo
qui a Guantanamo
le porte sono chiuse
e le urla sono pozze nere negli occhi di Oloferne
che mi guardano nel buio
In una calma senza tempo.

 E mi sorridono.

 Tiziana Monari, Prato